Laghi e Nuraghi

Santuario di Santa Vittoria

Serri

Comune di Serri

via Municipio, 3 – Serri
T 0782 806081 – 0782 805009
www.comuneserri.it

Adagiato sull’altopiano basaltico dell’omonima Giara, Serri guarda lontano: verso le cime del Gennargentu, le colline della Trexenta, le pianure del Campidano e della Marmilla. Qui, l’anima del Sarcidano si svela in ogni dettaglio, tra natura, storia millenaria e tradizioni vive.

Cosa vedere a Serri

Chiesa di San Basilio Magno

Si racconta che fu una violenta epidemia di malaria a spingere gli abitanti dell’antico insediamento di Biora a cercare rifugio sulla Giara, seguendo le indicazioni di un pastore a cui era apparso in sogno San Basilio Magno. Così, pietra dopo pietra, nacque il paese di Serri. A San Basilio Magno, patrono del paese, è intitolata la chiesa romanico-pisana edificata attorno al 1100. Due simulacri lo raffigurano: quello più antico viene portato in processione solo in caso di forte siccità; l’altro ha tra le mani una cavalletta in argento, memoria dell’intervento miracoloso che avrebbe salvato il borgo da un’invasione di insetti.

Santuario nuragico Santa Vittoria

Sul ciglio dell’altopiano si estende per 22 ettari uno dei più importanti tesori archeologici dell’isola: è il santuario nuragico di Santa Vittoria, antico luogo di incontro e di spiritualità. Il cuore del sito è il tempio a pozzo, costruito con imponenti blocchi di basalto e dedicato al culto delle acque. Collane d’ambra, oggetti di metallo e i bronzetti votivi raccontano una spiritualità viva e partecipata. Fu l’archeologo Antonio Taramelli, tra il 1907 e il 1929, a dare inizio agli scavi in quest’area; indagini e studi continuano a restituire testimonianze e informazioni sulla storia di uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica.

Il territorio di Serri custodisce un prezioso patrimonio di nuraghi solitari nelle campagne, le rovine romane di Biora, chiese rurali, e un centro storico dove i muretti a secco si alternano a murales che raccontano storie del borgo e tradizioni mai abbandonate. Tutto intorno, i boschi nelle località Su Monti Comunu, Pardu e Corongiu ospitano una biodiversità straordinaria e sono la meta ideale per chi ama camminare nella quiete della natura.

Is Pitzottis Serresus

E poi c’è il gusto, che a Serri parla con la voce delle cose semplici come is pitzottis serresus, il tradizionale formato di pasta fresca da gustare tra una chiacchiera e un sorriso. In tavola non mancano formaggi e salumi, frutto del lavoro pastorale che ancora oggi sostiene l’economia e scandisce il tempo della comunità.